In una chiesa del centro un anziano…

By | 29 aprile 2013

In una chiesa del centro un anziano parroco sta confessando i fedeli. Arriva il turno di un giovanotto che avanza e s’inginocchia. "Figliolo, ti vedo turbato, quale peccato ti pesa sull’anima?". "Padre, ieri era il 31 marzo, giorno del mio compleanno; dovete sapere che sono stato ad una festa in casa d’amici, purtroppo ho esagerato nel bere e così.. ho peccato nella carne. Insomma, HO SCOPATO PER TUTTA LA NOTTE". "Figliolo, sono anziano ma ci sento bene, non urlare per favore". "Scusi padre, ma deve sapere che ieri compivo 18 anni, e ho festeggiato scopandomi la padrona di casa TRE VOLTE". "Questo è un atto riprovevole, anche se commesso in stato d’ebbrezza, per penitenza…". "Non è tutto qui, eravamo TUTTI ubriachi; così dopo aver finito con la donna mi sono fatto anche sua figlia, ho abusato di lei ANCORA PER BEN TRE VOLTE". "Figliolo, ti assicuro che ci sento bene, ti prego di non urlare queste oscenità nella casa del Signore; devi dirmi altro?". "Sì padre, deve sapere che giacché eravamo tutti ubriachi io ne ho approfittato e mi sono fatto anche il padrone di casa, si figuri che gli ho dato ALTRE TRE BOTTE". "Se non erro fanno nove. Hai qualche altro orrore in serbo per me giovane demone?". "Padre, se sapesse CHE COSA HO fatto dopo". "Di quale altra ignobile sozzura sei macchiato, figlio di satana ?". "S’immagini, padre, che la festa è finita solo all’alba, io non sono riuscito a trovare un taxi, e sa come sono tornato a casa?". "Fammi indovinare, tu e i tuoi bestiali amici avete fatto un osceno trenino,sodomizzandovi a vicenda per le vie della città?". "Padre, ma cosa dice? No naturalmente,io sono tornato a casa volando". "Non ho capito bene, puoi ripetere?". "Sono tornato a casa volando per i cieli di Bologna. E’ stato magnifico, ero tanto leggero, in un attimo sono arrivato a casa e poco dopo ero già nel mio caldo e candido lettino". "Non capisco.. e poi cos’è successo?". "Poi la mamma ha bussato alla porta urlando che dovevo svegliarmi, e che rischiavo di arrivare tardi a scuola". "Intendi dire che era stato tutto un sogno? Allora perché prima mi hai costretto a sentire quella tua storia immonda?". "Non ricorda che giorno è oggi, padre?… PESCE D’APRILE, PESCE D’APRILE, PESCE D’APRILE !!"